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CORONAVIRUS, PATRIZIA DI DIO (CONFCOMMERCIO PALERMO): “NO ALL’EGOISMO DELL’INSOFFERENZA, ADOTTIAMO COMPORTAMENTI RESPONSABILI PER EVITARE LA DIFFUSIONE DEL CONTAGIO ANCHE AL DI FUORI DEI LUOGHI LAVORATIVI”

“Per il ritorno a una vera normalità, pur in presenza di rigorose misure di prevenzione contro il contagio da coronavirus, occorrono comportamenti responsabili da parte di ciascuno di noi, nell’interesse dei singoli imprenditori e della collettività. Dobbiamo fare la nostra parte per evitare una nuova ondata di contagi, diciamo no all’egoismo dell’insofferenza e aiutiamo le istituzioni a fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica remando tutti nella stessa direzione”.

Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, lancia un messaggio ai colleghi imprenditori, alla luce della nuova ordinanza firmata dal Governatore siciliano Nello Musumeci appena entrata in vigore su tutto il territorio regionale.

“Il rispetto delle misure di prevenzione non stravolge le abitudini quotidiane, è un nostro dovere adottare comportamenti consoni e pretendere lo stesso dagli altri. Noi imprenditori abbiamo una doppia responsabilità: garantire la sicurezza dei nostri clienti e preoccuparci di quella nostra, dei nostri familiari e dei nostri dipendenti, ai quali dobbiamo chiedere comportamenti rigorosi anche nella vita extralavorativa. Essere ingiustificatamente superficiali può determinare purtroppo anche la chiusura temporanea di locali e negozi, com’è già avvenuto in qualche caso. È opportuno vigilare anche sul comportamento dei nostri affetti più prossimi, a cominciare dai tanti giovani che si approcciano alle loro attività di tempo libero senza le necessarie cautele e rischiano di diventare un pericoloso veicolo di diffusione del virus. Sarà la somma delle azioni virtuose dei singoli a determinare il buon andamento della situazione sanitaria. L’allarme coronavirus non è cessato: si può fronteggiare la situazione con razionalità, senza alimentare “terrorismo psicologico”. Occorre prendere atto che indossare correttamente la mascherina o l’osservanza delle più elementari misure igieniche non è certamente un onere gravoso o un costo e può essere indispensabile e ‘conveniente’ proprio per evitare ripercussioni economiche alle singole attività o all’intero sistema del commercio e dei consumi”.

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