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CLICK DAY BONUS SICILIA, Patrizia Di Dio (CONFCOMMERCIO): “PRETENDIAMO RISPETTO, SOLUZIONI EFFICACI E AIUTI ADEGUATI. PERCHÉ A NOI TOCCA SEMPRE ESSERE DI SERIE B?”

“E’ questo il rispetto che viene dedicato alle imprese siciliane? Se è vero che i problemi tecnici sono stati comunicati nella notte, perché non è stata data una tempestiva comunicazione che avrebbe almeno evitato lo stress supplementare dell’ansia da prestazione da click a partire dall’alba di oggi? A chi dorme sonni tranquilli non è forse chiara la disperazione di chi quel click positivo per la propria azienda lo agogna da giorni? Le imprese siciliane sono state considerate di serie B. Come sempre, in Sicilia abbiamo standard inadeguati rispetto al resto d’Italia e dobbiamo resistere non solo al Covid ma anche alla palude di inefficienza e improvvisazione”.
Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio interpreta il malcontento degli imprenditori, il cui grido di disperazione è stato ulteriormente acuito dal flop delle procedure digitali per l’assegnazione dei fondi di “Bonus Sicilia”.
“Più che la caccia al colpevole dentro o fuori la regione – prosegue – a noi interessa che i problemi vengano affrontati e risolti con la giusta determinazione perché è in gioco la sopravvivenza delle nostre aziende e quella di migliaia di posti di lavoro. Se la procedura digitale è indispensabile per velocizzare passaggi burocratici, ci deve anche essere la garanzia che sia gestita su sistemi adeguati e testati preliminarmente con professionalità ed efficienza, cosa che non si è verificata nonostante le enormi attese della vigilia e le tante segnalazioni dei giorni scorsi”.
“Pretendiamo massima considerazione e rispetto, nella speranza che tre giorni siano sufficienti per risolvere i problemi e far sì di assegnare i primi fondi. La politica dovrà riflettere, e dovrà farlo in fretta, perché è evidente che l’importo destinato non può certo essere sufficiente per tamponare le perdite delle aziende: parliamo di 125 milioni che rappresentano appena il 2,2% delle perdite di consumi che in Sicilia, secondo le stime di Confcommercio, si aggirano intorno ai 5 miliardi e 500 milioni di euro. Una briciola di pane, eppure per quella briciola si è scatenato l’inferno della disperazione di chi ha bisogno di aiuto”
 
 
 
 
 
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